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- Nel 1911 la sede era in Via Vanchiglia, 18
- nel 1913 la sede era in via Cavour, 9
- nel 1915 la sede era in Via Vanchiglia, 18 (per alcuni mesi)
- nel 1916 la sede era in via Carlo Alberto, 19
- nel 1918 la sede era in Via Ospedale, 16 (oggi via Giolitti) con affitto annuo di Lire 700
- nel 1922 la sede era in Via Mercanti, 9
- nel 1923 la sede era in Via Romanini,27 (zona collinare) fu la migliore che l'Associazione abbia mai avuto. Dotata di sala da ballo con buffet e da attiguo cortile contornato da piante e vasi di fiori
- nel 1928 la sede era in Via Rossini 21 angolo Corso Regina Margherita
- nel 1930 la sede era in Via Del Carmine 13 (due modeste camere, al 1 piano, in affitto concesse dal Comune di Torino)
- nel 1935 la sede era in Via Principe Amedeo, 20 (locali affittati dall' UNVER al costo di Lire 7.000 annue
- nel 1942 la sede era in Piazza Emanuele Filiberto (ora Piazza Della Repubblica, concessa dal Comune)
- nel 1946 la sede era in Via Bogino 1 (presso l'associazione Orafi, perché la sede vera era in ristrutturazione)
- nel 1947 la sede era in Piazza Piazza Della Repubblica, 6
- nel 1956 la sede era in Via Sagliano Micca 1 (al 2° piano di un edificio signorile e d'epoca)
- nel 1971 la sede era in Via Saluzzo 23 (al 2° piano nei locali affittati da un bersagliere)
- nel 1975 la sede era in Via Verdi 5, ora Piazzetta Accademia Militare 3 (locali demaniali concessi dalla Autorita' Militare)
- dal 2001 al 2010 la sede era in Corso Belgio 14/a bis (locali precedentemente utilizzati dall'Opificio Militare).
- dal 2010 la sede è in Corso Regina Margherita 16.

Per iniziare la breve storia della Sezione "La Marmora", partiamo dal Giugno 1886 (50° anniversario della fondazione del Corpo) dove si ebbe la nascita del COMIZIO VETERANI BERSAGLIERI.
Il 19 Maggio 1887, un altro gruppo di bersaglieri fondò la SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO EX BERSAGLIERI.
Queste due associazioni si fusero il 1 Gennaio 1890 in una sola, dando vita all' ASSOCIAZIONE GENERALE EX BERSAGLIERI, nome che poi, il 1 Gennaio 1906, mutò in ASSOCIAZIONE DI MUTUO SOCCORSO FRA EX BERSAGLIERI, assumendo infine, col 1 Gennaio 1911, la dizione di ASSOCIAZIONE DI MUTUO SOCCORSO FRA BERSAGLIERI DI TORINO.
Nel Febbraio dello stesso anno venne approvato lo "Statuto Sociale" che, tra l'altro, prevedeva:

   Art. 4
I soci si dividono in effettivi, benefattori, benemeriti, onorari.
Sono soci effettivi coloro che appartennero od appartengono al Corpo dei Bersaglieri, senza distinzione di grado, che non abbiano oltrepassata l'età di 50 anni.
Sono soci benefattori coloro che appartennero od appartengono al Corpo dei Bersaglieri, senza distinzione di grado, ma che avendo varcata l'età di 50 anni, non possono appellarsi effettivi [...].
Sono soci benemeriti esclusivamente i soci effettivi e benefattori che abbiano reso eminenti servigi all'associazione [...].
Sono soci onorari coloro che, appartenendo alle suddette categorie, si sono resi benemeriti dell'Associazione o della Patria.
[...]

   Art. 11
I soci effettivi e benemeriti sono obbligati a pagare un contributo mensile anticipato di Lire 1,60 ……Il pagamento decorre dal mese in cui il Socio è ammesso.
(Che tempi erano quelli, oggi i soci non provvedono a pagare la quota annuale neanche con circolari di sollecito!).

Gli anni tra il 1915 e il 1918 (causa la Grande Guerra) furono difficili per l'Associazione che riuscì a mantenersi in vita grazie alla buona volontà ed allo spirito bersaglieresco di quei pochi soci rimasti a casa.
Il 18 Febbraio 1920 ebbe luogo la prima "veglia danzante" al cinema Ambrosio organizzata dal Comandante del 4° e dalla Presidenza dell'Associazione.
Nell'assemblea annuale del 1921 si portò a conoscenza della cittadinanza torinese dell' esistenza di una Associazione fra bersaglieri in città la quale, oltre ai fini altamente morali e patriottici, continuava a svolgere la sua opera di mutuo soccorso a favore degli iscritti e delle loro famiglie.
Nel Novembre del 1921 si costituì in Roma la "Federazione fra le Associazioni Bersaglieri d'Italia" dando vita allo "Statuto" della Federazione.
Nel Giugno 1924 a Bologna, in occasione del Congresso, la Federazione Nazionale deliberò la trasformazione in "ASSOCIAZIONE NAZIONALE BERSAGLIERI".
Tra le molte disposizioni contenute nello "Statuto" risultava che ogni Sezione doveva versare un contributo pari a Lire 1 (una) per ogni socio iscritto. Inoltre obbligava all'abbonamento al giornale dell'A.N.B., da parte delle Sezioni, con una spesa annua di Lire 5 (cinque). L'intestazione del giornale era VELITE D'ITALIA.
Nel 1925 nacque, in Via Romanini, il primo numero del "Bollettino della Sezione di Torino dell' Associazione Nazionale Bersaglieri" che portava mensilmente ai soci le varie notizie riguardanti la vita sociale e le manifestazioni in programma.
Nel 1929, in occasione del 2° Raduno Nazionale in Napoli, la sflilata era aperta dalla Sezione "La Marmora" di Torino: la più numerosa e la meglio organizzata, partiti da Torino con ben 3 treni speciali attrezzati da tradotta come al tempo di guerra.
Nel 1927 la testata dell'Associazione Nazionale venne variata da "Velite d'Italia" in "Il bersagliere - Velite d'Italia" organo ufficiale della Associazione Nazionale Bersaglieri. A detto giornale, mensile, dovevano essere abbonate tutte le Sezioni d'Italia mediante il pagamento di una quota annua di Lire 6 (sei) per ogni socio.
Già nel 1933 si erano formati alcuni Gruppi di bersaglieri nei Comuni vicini a Torino, i quali pagavano la quota annuale (ridotta) alla Sezione La Marmora.
Il 18 Giugno 1936, a Torino, ci fu il Raduno Nazionale; la Sezione La Marmora a fine Dicembre contava ben 701 soci, tutti in regola con il pagamento della quota sociale, forza mai raggiunta e mai più superata in seguito, compresi i nostri giorni.
Nel 1938 per disposizioni delle Autorità fasciste, le Sezioni dovettero assumere il nome di "Compagnie" e raggruppate in ogni Provincia in "Battaglioni". La Sezione di Torino assunse così il nome di "Compagnia Maresciallo Gaetano Giardino" per ricordare il generale della 4a Armata durante la guerra 1915-1918.
Già nel 1940 i soci paganti erano diminuiti di 250 unità. Nel 1941 la gestione finanziaria si chiuse in disavanzo.
A causa della guerra i soci diminuirono sempre di più fino a raggiungere il minimo storico di 8 soci nel 1945.
Nel 1946 si era risaliti a ben 23 soci.
Il primo "Veglione Cremisi" del dopo guerra ebbe luogo nel marzo del 1947 presso l'Albergo Firenze in P.zza Castello.
In data 3 Ottobre 1947, con atto notarile, l'Associazione assunse legalmente la denominazione di "ASSOCIAZIONE BERSAGLIERI ALESSANDRO LA MARMORA DI TORINO" con sede in Piazza della Rpubblica 6
Nel Settembre del 1948 si decise di dare vita ad un giornale - notiziario della Associazione Bersaglieri di Torino, intestato "IL BERSAGLIERE".
E' bene ricordare che "Il Bersagliere" fu il primo, come anzianità, fra i giornali pubblicati dalle Sezioni di bersaglieri ed anche dello stesso giornale dell'Associazione Nazionale Bersaglieri "Fiamma Cremisi" che uscì a Roma col primo numero solo nel 1952. La quota sociale, compreso il giornale, era di Lire 300.
Nel 1948, il "Veglionissimo Cremisi" venne tenuto presso l'Albergo Principi di Piemonte.
Nel 1950 venne deliberato l'aumento della quota a Lire 500 di cui Lire 200 per l'abbonamento al nostro giornale "Il Bersagliere".
Nel 1952 si svolse in Torino la celebrazione del 116° anniversario della fondazione del corpo. Dopo la sfilata per le vie di Torino i bersaglieri si radunarono in Via Asti per l'inaugurazione del Sacrario dei Caduti del 4° Reggimento Bersaglieri. Il Sindaco di Trieste ha voluto donare la "Campana di San Giusto" da apporre nel Sacrario stesso.
Nel 1953 durante un'assemblea si deliberò di rimanere fuori dall' A.N.B. pur aderendo a tutte le iniziative bersaglieresche; questo perché Roma voleva che la "La Marmora" di Torino aderisse al suo "statuto".
Nel 1954 si decise di aderire allo "statuto" dell'Associazione Nazionale Bersaglieri poiché La Marmora era l'unica Sezione fuori dall'A.N.B.
Negli anni a seguire il "Veglione Cremisi" fu sempre di successo sia economicamente sia per il pubblico scelto e numeroso.
Nel 1959 la Sezione organizzò una manifestazione di 3 giorni alla Caserma Ceppi per dare l'ultimo saluto. Così al tramonto della domenica 22 marzo 1959, mentre la fanfara suonava il "silenzio", il tricolore veniva ammainato i bersaglieri uscivano per l'ultima volta dalla Caserma Ceppi. fra applausi e occhi lucidi.
Negli anni a seguire la Sezione "La Marmora" di Torino partecipò ai vari raduni nonché continuò il tradizionale "Veglione Cremisi" alternato tra l'Albergo Principi di Piemonte e l'Hotel Ambasciatori, con il susseguirsi di vari Presidenti.
Torino era priva di bersaglieri in armi, ma dopo che la Presidenza della La Marmora si operò per far sì che i bersaglieri in armi ritornassero, la Sezione partecipò numerosissima al gradito ritorno (dopo 26 anni di assenza) dei bersaglieri in armi partecipando ai festeggiamenti e alla sfilata in Via Roma il 30 Novembre 1969. Purtroppo il battaglione assegnato a Torino non portava il numero di uno dei battaglioni del 4°, bensì il IV già del 6° Bersaglieri reggimento decorato con medaglia d'oro guadagnata in Russia.
Nel 1973 la "La Marmora" dava vita ad una manifestazione bersaglieresca e sportiva del tutto particolare la "marcia 'd Papa Sandrin" cioè una marcia a squadre di 12 Km da Torino a Stupinigi. Tale marcia si ripeté per parecchi anni. In pratica era la nascita della "pattuglia marciatori" che ancora oggi (sono quasi sempre gli stessi) partecipano ai Raduni, alle corse cittadine e collinari anche fuori del Comune di Torino, nonché ai tornei di calcio organizzati con i Battaglioni o Reggimenti di bersaglieri avendo immutato lo spirito bersaglieresco.
La "La Marmora" fu presente ai primi di ottobre del 1975 allo scioglimento del 22° Reggimento Corazzato, ma i bersaglieri rimasero a Torino attraverso il IV Battaglione, inquadrato nella Brigata Goito, che avrebbe avuto la bandiera di guerra del 6° Reggimento, la cui consegna al battaglione avvenne il 21 ottobre 1975.
Il 10 Ottobre 1976 la bandiera del glorioso 4° venne riposta definitivamente nella bacheca del XXVI Battaglione Castelfidardo a Pordenone. Fu una giornata di intenso spirito bersaglieresco e amor di Patria.
Il 1978 è stato caratterizzato da una iniziativa particolare: una gita a Monaco di Baviera, programma già varato in precedenza ma per varie ragioni sempre rimandato, con al seguito la fanfara. E' stato un successo senza precedenti.
Negli anni a seguire la "La Marmora", con la pattuglia marciatori, come sempre partecipò a tutti i Raduni, Nazionali, Interregionali, Regionali e Provinciali.
L'altra attività che non mancò mai di organizzare, è il Veglione Cremisi (nostro unico introito).
Purtroppo in occasione del Raduno Nazionale a Bari il 27 maggio 1984, un tragico evento rattristò i bersaglieri della Sezione, nell'impeto della corsa finale un nostro Socio direttore del "IL Bersagliere" si accasciava al suolo lasciando un vuoto ancora oggi incolmabile.
A Torino nel 1986 si svolse il 150° anniversario della fondazione del corpo con un grandioso Raduno Nazionale, in tale occasione essendo la "La Marmora" la primogenita festeggiò i 100 anni di vita associativa.
Purtroppo a causa dei ridimensionamenti voluti dal Ministero della Difesa, la "La Marmora" presenziò con il labaro, il 5 Dicembre 1989, in una giornata uggiosa, allo scioglimento del 6°Battaglione Bersaglieri "Palestro" la cui Bandiera di Guerra è ora nel Sacrario a Roma.
Da allora non ci sono più i bersaglieri in armi a Torino e Provincia. D'altro canto tutti i Battaglioni sono stati rimossi dal NORD OVEST!
Oggi la "La Marmora" grazie ad alcuni volenterosi continua a vivere seppure in tono ridotto, perché le nuove generazioni non vengono ad iscriversi.
La testata de "Il Bersagliere" con non poche difficoltà, causa i costi che aumentano, continua ad essere pubblicato seppure in minor numero di copie. E' bene ricordare che è l'unico periodico bersaglieresco della Regione Piemonte.